Joint Venture
Perché creare una Joint Venture con un partner estero?
I vantaggi che la Joint Venture porta alle imprese che decidono di crearle sono diversi. Li possiamo schematizzare in questo modo:
- Assenza di contatti o legami con il governo e/o organismi locali in cui si va ad operare, quindi, la presenza di un partner locale agevolerebbe non poco una penetrazione commerciale all'estero;
- Esistenza di agevolazioni economiche per chi crea contratti di Joint Venture;
- Accesso agevolato e diretto ai vari mercati per meglio gestire le esportazioni;
- Riduzione dei costi di produzione. Un partner straniero può affiancare le linee produttive dell'imprenditore, i suoi progetti di ricerca e sviluppo dei prodotti il tutto a favore di un beneficio comune nella reciproca collaborazione.
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Quali sono i benefici delle Joint Venture e quali i suoi svantaggi?
Lo scopo delle Joint Venture è quello di mettere in comune le proprie risorse e le conoscenze reciproche in maniera tale da ottenere una riduzione dei costi e degli investimenti oltre al raggiungimento di obiettivi molto onerosi impossibili da raggiungere singolarmente. Gli svantaggi che comporta una Joint Venture sono:
- impossibilità da parte dell'imprenditore di prendere decisioni autonomamente in quanto bisogna discuterne sempre con il proprio partner commerciale.
Per questo ostacolo come per altri si consiglia vivamente, prima di avviare una Joint Venture, di stabilire sin dal primo momento gli obiettivi che si vogliono raggiungere per la buona riuscita della futura collaborazione.
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Quanti tipi di Joint Venture esistono?
Le Joint Venture possono essere di due tipi:
- Joint Venture Contrattuale, cioè un rapporto che si basa su una serie di contratti in cui, due o più soggetti combinano le loro disponibilità finanziarie e le loro risorse per il raggiungimento di un obiettivo comune;
- Joint Venture Societaria, cioè due imprenditori (uno locale e l'altro estero) formano una nuova società in cui i vari soci si dividono la proprietà e gli utili.
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Quali sono le fasi per la creazione di una Joint Venture?
Le fasi per la creazione di una Joint Venture sono le seguenti:
- Verifica delle condizioni del mercato; in pratica si effettua un'analisi delle normative doganali, fiscali, del sistema bancario, degli indicatori economici e della normativa e costo del lavoro del mercato in cui si vuole operare;
- Fattibilità economica in cui si analizzano i concorrenti ed i loro prodotti, nonché le loro condizioni di vendita;
- Trattativa vera e propria con la controparte, in cui ci si accorda in modo specifico sulla segretezza industriale e sulla sottoscrizione (da ambo le parti) delle lettere di intenti.
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Quali sono le problematiche più comuni che si riscontrano in una Joint Venture?
La problematica più frequente, è l'incapacità di non raggiungere un accordo fra le parti e quindi, si verifica una fase di stallo chiamata "Deadlock Situation". In questa situazione si possono percorrere tre strade al fine di "smobilizzare" il disaccordo:
- Nomina e coinvolgimento di una persona terza, in genere è un esperto, nella decisione;
- Uscita di uno dei soci con messa in vendita delle proprie quote ad altro socio;
- Scioglimento della Joint Venture, mediante la sua liquidazione.
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L'ordinamento Italiano prevede i contratti di Joint Venture?
La legge italiana ha previsto due forme di Joint Venture:
- Creazione di consorzi, dove due o più imprese fanno fronte comune per affrontare il mercato di loro competenza. Questa organizzazione regola la produzione e/o gli scambi del prodotto fissando il prezzo e quantità da produrre ai singoli soci;
- Presentazione congiunta di offerte. Questa forma è attuata quando si presentano offerte per le gare d'appalto o laddove, la singola impresa non possa farcela da sola. Essa è limitata alla singola offerta.
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